ORIGINI

Secondo la leggenda, Mestre sarebbe stata fondata da Mesthle, figlio di Pilemene, re di Paflagonia, sfuggito dalla distruzione di Troia e sbarcato nella grande selva Fetontea che ricopriva la pianura padana sino al mare.

Leggende  a parte, di sicuro Mestre durante l'epoca romana, ai tempi della colonizzazione della X Regio, fu Mansio (dormitorio) e Mutatio (cambio cavalli) lungo la via Annia-Popilia che portava ad Altino. Sucessivamente Mestre divenne castrum romano (che si racconta costruito dal centurione Mestrius) posto all'incrocio fra le centuriazioni di Altino, di quella trevigiana e di quella di Camposampiero-Mirano.

La localizzazione esatta del castrum è stata individuata nella zona dell'attuale ospedale civile Umberto I.

Durante la caduta dell'impero romano, alla distruzione del territorio di Altino avvenuta a causa delle popolazioni barbariche, si affianca la devastazione del castrum romano per opera di Attila.

Sulle rovine del castrum fu fondato il Castelvecchio, mentre sul fiume Marzenego si sviluppò il porto fluviale di Cavergnago. Questo porto divenne luogo principale di scambio delle merci fra i territorio della marca e le popolazioni della laguna di Venezia.

Col passare del tempo i commerci e gli scambi si concentrarono sempre più nella zona del borgo S.Lorenzo e del porto di Cavergnago, pertanto il Castelvecchio fu progressivamente abbandonato e tra il XI ed il XII sec si cominciò ad edificare una nuova struttura fortificata: il Castelnuovo.

Questo nuovo complesso fu in realtà una città murata che recintava il borgo commerciale formatosi costruendo delle porte daziarie sucessivamente collegate da una cinta muraria. La morfologia del Castelnuovo prevedeva un perimetro di mura di 1 Km intervallato ogni 40 m da torri minori; nelle tre direzioni dei principali flussi commerciali svettavano le torri daziarie.

Avvenimento importante da ricordare fu l'incendio che nel 1274 distrusse quasi totalmente il castello e le 11 torri.

LA SERENISSIMA

Il 21 Febbraio 1344 Mestre entrò ufficialmente a far parte del territorio della Serenissima.

In questo periodo la città dovette sopportare una serie di calamità naturali come un'inondazione (1342), la peste (1349), l'invasione di locuste (1364), un terremoto (1367).

Sempre in quest'epoca venne aperto un canale per congiungere Venezia a Mestre (Canal Salso).

Dal  1513 allo stemma della comunità di Mestre furono sostituite le lettere C.M. con M.F. (Mestre fedelissima) in occasione della fine della battaglia tra e truppe veneziane e la lega di Cambray. Seguì una ricostruzione del paese con importanti opere ( i portici, il ghetto...)

Sucessivamente il Castelnuovo perse d'importanza in quanto i confini della Serenissima si allargavano e non vi erano più esigenze particolari di difesa del territorio della gronda lagunare.

Il periodo che trascorse tra il 1500 ed il 1800 fu di pace e tranquillità per Mestre che, tra l'altro, venne scelta come luogo di villeggiatura dai veneziani che vi costruirono numerose ville ed un teatro (teatro Balbi) considerato ai tempi uno dei principali in Italia (demolito nel 1811).

 

L'OTTOCENTO

Il IXX sec fu per Mestre un secolo molto turbolento, infatti ritornarono le battaglie e, prima i francesi poi gli austriaci, iniziarono la costruzione di un sistema di forti in difesa di Venezia.

Il 16 Maggio 1797 Napoleone con le sue truppe entrò in Venezia e Mestre subì razzie.

Il 17 Ottobre 1797 con il trattato di Campoformio Venezia e Mestre passarono sotto al dominio austriaco.

Nel 1805 l'Austria sconfitta ad Austerliz firmò la pace di Presburgo con la quale sancì il passaggio di Venezia al regno Italico.

Ma le truppe francesi nel 1806 rientrarono a Mestre e Venezia.

Tra il 1813 e 1814 gli austriaci ritornarono ed assediarono le truppe francesi al Forte Marghera, così il 19 Aprile 1814 ebbe inizio per Venezia la seconda dominazione austriaca che stabilì che Mestre diventasse comune sotto Mogliano. Durante questo periodo la città vide un sensibile sviluppo commerciale in quanto vennero realizzate  le ferrovie ed il ponte translagunare. Quest'ultimo in particolare fece perdere d'importanza il porticciolo di Piazza Barche che fu per anni il terminal tra terraferma e Venezia.

Nel 1848 anche a Venezia spirò voglia di libertà, infatti i 22 Marzo gli austriaci vennero costretti ad abbandonare la città lagunare. A Mestre intanto si preparava in segreto l'assalto al Forte Marghera sede delle milizie austriache. L'irruzione avvenne senza problemi, il Forte restò in mano agli occupanti mentre la città di Mestre continuò ad essere presidiata da 3000 soldati austriaci.  Guglielmo Pepe studiò il piano di sortita dal Forte per l'attacco alle truppe austriache.

LA SORTITA

Il piano di Pepe era di tenere distratto il nemico (austriaci) sui limiti estranei della linea di difesa e marciare divisi in 3 colonne all'attacco di Mestre mentre una ricognizione avrebbe impedito l'arrivo dei rinforzi nemici.

Il 27 ottobre 1848 il generale Pepe diede l'ordine alle truppe di uscire dal forte e marciare verso Mestre; lo scontro tra i soldati avvenne nei pressi di piazza Maggiore (ora Ferretto) sul ponte della Campana. Molti austriaci si ripararono nelle ville (Erizzo, Talia) ma dopo una dura lotta gli italiani ebbero al momento la meglio. Ci furono 350 vittime tra gli austriaci e 250 tra i veneziani. Durante la notte, quando le truppe di Pepe furono tutte all'interno del Forte, gli austriaci cominciarono a ritornare saccheggiando e requisendo il possibile in città. Gli alleati dal Forte talvolta sparavano cannonate per difesa ma il nemico oramai giunto a 30.000 unità era pronto all'attacco finale. Oramai i tentativi di presa della fortezza non si contavano più: 4 Maggio, 17 Maggio, 24 Maggio. Purtroppo la situazione veneziana si aggravava sempre più a causa della carestia e del colera, così Manin ordinò agli alleati di evacuare il Forte.

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La difesa di Marghera resterà nella storia non solo come una delle pagine più fulgide dell'eroismo  italiano ma anche un modello di tecnica militare.

Il 28 Agosto (dopo quasi un anno) le truppe austriache ritornarono in Venezia.

Finalmente dopo diciassette anni di dominio straniero, il 20 Luglio 1866 i comuni del distretto di Mestre vennero liberati dalle truppe italiane.

Con il decreto 4 Settembre 1898 re Umberto I decora il gonfalone di Mestre con medaglia d'oro a riconoscimento del patriottismo dimostrato nel '48.

Dopo il 1866 cominciò lo sviluppo del porto di Venezia che smosse l'economia mestrina.

 

IL NOVECENTO

Nei primi anni del novecento venne costruito l'acquedotto.

Durante la Prima Guerra Mondiale Mestre subì violenti bombardamenti a causa dell'importanza del nodo ferroviario.

Nel 1919 comincia lo sviluppo delle industrie e del Porto di Marghera in quella che diventerà poi una delle zone industriali più grandi d'Europa.

Dal 1926 Mestre ritorna sotto il comune di Venezia.

Dal 9 Settembre 1943 inizia la resistenza alle truppe tedesche da parte degli antifascisti con a capo Erminio Ferretto.

Il 29 Aprile i tedeschi firmano la resa e Mestre è dominata dai partigiani.

 

 

 

bibliografia